Fisica dell’immersione: perché il corpo cambia sott’acqua

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Fisica dell’immersione: perché il corpo cambia sott’acqua

Entrare in acqua e scendere sotto la superficie non è un gesto neutro per il corpo umano. Anche a pochi metri di profondità, le leggi fisiche cambiano e con esse cambia il modo in cui il nostro organismo funziona, reagisce e si adatta. Comprendere la fisica dell’immersione non è solo una questione teorica: è uno dei pilastri della sicurezza in subacquea e apnea.

La pressione: la forza invisibile

Il primo grande cambiamento è la pressione. In superficie viviamo a 1 atmosfera; sott’acqua, ogni 10 metri di profondità la pressione aumenta di un’atmosfera. Questo significa che il corpo viene progressivamente “compresso” dall’ambiente circostante.

Gli effetti principali della pressione riguardano:

  • orecchie e seni paranasali
  • polmoni
  • maschera
  • spazi d’aria all’interno del corpo

È per questo che la compensazione è una delle prime abilità insegnate nei corsi subacquei e freediving di Underwater Academy: ignorare la fisica significa esporsi a dolore o infortuni.

L’aria si comprime (e si espande)

Secondo la legge di Boyle, il volume di un gas diminuisce all’aumentare della pressione. In immersione questo si traduce in un fatto semplice ma cruciale: l’aria occupa meno spazio scendendo e di più risalendo.

Per il subacqueo con autorespiratore questo influisce su:

  • assetto e galleggiabilità
  • consumo d’aria
  • gestione della risalita

Per l’apneista, invece, la compressione polmonare diventa una delle grandi sfide fisiologiche, affrontata solo attraverso tecnica, gradualità e formazione adeguata.

Il corpo si adatta: il riflesso d’immersione

Quando il viso entra in acqua, soprattutto fredda, il corpo attiva automaticamente il riflesso d’immersione: un insieme di risposte fisiologiche che rallentano il battito cardiaco, riducono il flusso sanguigno periferico e proteggono gli organi vitali.

Questo meccanismo è particolarmente evidente nell’apnea, ma è presente anche nella subacquea. È uno dei motivi per cui molti subacquei sperimentano una sensazione di calma profonda sott’acqua.

Assetto e galleggiabilità: il corpo non pesa più come prima

Sott’acqua, il peso percepito del corpo cambia radicalmente. La spinta di Archimede contrasta la forza di gravità e permette al subacqueo di raggiungere l’assetto neutro, una condizione in cui non si sale né si scende.

Imparare a gestire l’assetto significa:

  • muoversi con meno sforzo
  • consumare meno aria
  • proteggere fondali e organismi marini

È una competenza centrale nei corsi subacquei ricreativi e nelle specializzazioni avanzate.

Freddo, circolazione e consumo energetico

L’acqua conduce il calore molto più rapidamente dell’aria. Anche in ambienti apparentemente temperati, il corpo perde calore velocemente. Questo influisce su:

  • circolazione sanguigna
  • rigidità muscolare
  • aumento del consumo energetico

Ecco perché l’uso corretto dell’esposizione termica e la gestione dello sforzo sono parte integrante della formazione subacquea e freediving.

Conoscere la fisica per immergersi meglio

La fisica dell’immersione non è un ostacolo, ma una guida. Capire perché il corpo cambia sott’acqua permette di anticipare le reazioni, prevenire problemi e godere appieno dell’esperienza.

Che si tratti di diving, apnea o mermaid, ogni disciplina si fonda sullo stesso principio: collaborare con le leggi della fisica, non contrastarle. È questo approccio che Underwater Academy promuove attraverso percorsi formativi strutturati, dalla prima immersione fino alle specializzazioni.

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