Mare, ambiente e consapevolezza
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Mare, ambiente e consapevolezza
Oltre il greenwashing: un rapporto autentico con l’oceano
Parlare di mare oggi è diventato facile. Parlare seriamente di ambiente, molto meno.
Tra slogan, campagne “verdi” e promesse rassicuranti, il rischio è uno solo: confondere la narrazione ecologica con la consapevolezza reale.
Il mare non ha bisogno di mode. Ha bisogno di rispetto, conoscenza e scelte coerenti.
Cos’è davvero il greenwashing
Il termine greenwashing indica una strategia di comunicazione che fa apparire un’azienda, un progetto o un’attività più sostenibile di quanto sia realmente. È un “lavaggio verde” dell’immagine: parole giuste, immagini suggestive, ma azioni superficiali o incoerenti.
Nel mondo del mare e della subacquea questo accade più spesso di quanto si pensi:
- iniziative ambientali isolate, non supportate da continuità
- uso del linguaggio “eco” senza reali cambiamenti operativi
- promozione della natura come sfondo, non come valore da tutelare
Il problema del greenwashing non è solo etico. È culturale. Illude, semplifica e anestetizza le coscienze, facendo credere che basti “dire” per “fare”.
La consapevolezza nasce dall’esperienza
Chi entra davvero in mare — con una maschera, un erogatore o un solo respiro — capisce subito una cosa: l’oceano non è uno scenario, è un sistema vivo. Fragile. Interconnesso.
Ogni immersione rende evidente ciò che sulla terraferma spesso ignoriamo:
- un corallo rotto non ricresce in una stagione
- un fondale disturbato cambia per anni
- un animale stressato modifica il proprio comportamento
La consapevolezza ambientale non nasce da una brochure, ma dal contatto diretto. Dall’osservazione. Dal silenzio.
Responsabilità, non perfezione
Essere consapevoli non significa essere impeccabili. Significa essere responsabili.
Vuol dire porsi domande scomode:
- come mi muovo sott’acqua?
- che impatto ha la mia presenza?
- sto scegliendo operatori che rispettano davvero l’ambiente?
Nel diving e nel freediving, la sostenibilità non è un’etichetta: è un insieme di comportamenti quotidiani, spesso invisibili, ma fondamentali.
Il ruolo di Green Sea World Project
È in questa direzione che si muove Green Sea World Project, l’organizzazione ambientale promossa da Underwater Academy. Non come risposta di marketing, ma come estensione naturale di una filosofia formativa.
Green Sea World Project lavora su:
- educazione ambientale concreta, integrata nei percorsi formativi
- azioni continuative di sensibilizzazione e tutela
- costruzione di una cultura marina basata su conoscenza e rispetto
Non si tratta di “salvare il mare” con un gesto simbolico, ma di creare persone più consapevoli, capaci di leggere l’ambiente marino e agire di conseguenza.
Il mare come maestro
Il mare non chiede di essere difeso a parole. Chiede di essere ascoltato.
Insegna lentezza, equilibrio, adattamento. Ricorda che non siamo al centro, ma parte di un tutto.
Quando l’approccio ambientale è autentico, non serve enfatizzarlo. Si vede nei dettagli, nelle scelte, nel modo di entrare e uscire dall’acqua.
Una consapevolezza che resta
La vera differenza tra greenwashing e impegno reale è una sola:
il primo finisce quando si spegne una campagna,
il secondo resta, anche quando nessuno guarda.
Ed è proprio da qui che può nascere un nuovo modo di vivere il mare: meno rumoroso, più profondo. Più vero.
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